Bellinzago, suor Rosa racconta la sua Africa: “La porto nel cuore”

La morte l’ha vista in faccia tante volte. Tutte le volte che l’hanno messa contro un muro con un fucile puntato addosso, per punirla di essere occidentale. Ma anche la vita l’ha vista in faccia tante volte. Tutte le volte che ha fatto nascere i bambini dalle madri delle tribù congolesi che vivevano nella foresta equatoriale. Si chiama suor Rosa Comelli, ha 78 anni, è una suora missionaria comboniana ed è la sorella maggiore del sindaco di Bellinzago Lombardo Angela Comelli. Domenica scorsa è stata festeggiata nella parrocchia San Michele Arcangelo per il suo cinquantesimo anno di professione religiosa: mezzo secolo. Sempre in Africa. Oggi suor Rosa vive nel convento del suo ordine che si trova ad Erba e aiuta le altre sorelle anziane. Ma il Congo ce l’ha nel cuore. E vuole anche lanciare un messaggio al ministro dell’Interno Matteo Salvini. Intanto in chiesa per tutto ottobre resterà la mostra fotografica che racconta l’Africa di suor Rosa.

Suor Rosa, lei è la sorella maggiore del sindaco…
“Siamo tre sorelle e un fratello. Quando sono andata a fare il noviziato mia sorella Angela aveva solo tredici anni. Era il 1965. Fu il 26 aprile 1968 che pronunciai il mio sì e feci ingresso nell’ordine delle suore di san Daniele Comboni: l’apostolo, il padre e profeta che voleva “Salvare l’Africa con l’Africa”. 

Come maturò questa scelta?
“Era il 1964. C’era un signore che si chiamava Battista Pagani che ogni domenica veniva a trovare suo cognato qui in paese, don Lino Magni, prete nella nostra parrocchia, e gli raccontava della sorella, suor Beniamina Pagani, che era in carcere in Congo. Era il periodo in cui ci fu il colpo di Stato dopo il quale salì al potere Mobutu. Poi suor Beniamina fu liberata e tornò a casa. Fu un incontro cruciale: decisi di diventare missionaria come lei”.

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Autore dell'articolo: Settimanale Radar