Cassina, così il Tar ha bocciato il ricorso sul Pgt

Tutto legale, come da regolamento. La discussa seduta del 23 gennaio 2024, che consentì alla maggioranza di Elisa Balconi di approvare il Pgt (coi primi effetti che si vedono in queste settimane relativamente a via Andromeda), non era irregolare. Protagonista della vicenda era stata Eliana Capizzi, ai tempi presidente del Consiglio ma già in rotta con il centrodestra di governo. Una rottura che divenne ancora più netta in quel mese di gennaio, quando Capizzi a poche ore dalla seduta decise di “ritirare il punto” sul Pgt per la mancanza di alcuni documenti. Ne era seguita, in aula, una lunga discussione con il segretario generale (al tempo Massimo Seminari) e la maggioranza che aveva deciso di procedere da sola visto che Capizzi e la minoranza avevano abbandonato l’aula. Il Pgt venne quindi votato senza alcuna discussione, semplicemente per alzata di mano con tutti favorevoli a ogni punto proposto.

“Doveva decidere il Consiglio”

“Il potere di sopprimere il punto all’ordine del giorno è delegato ai consiglieri” si legge nella sentenza del Tar. “L’eventuale rinvio o stralcio di un argomento rientra nelle attribuzioni del Consiglio comunale nella sua collegialità”. Il giudice ha respinto anche la tesi secondo cui la mancata approvazione del verbale della seduta potrebbe incidere sulla validità della delibera. “Il verbale ha l’esclusivo compito di certificare fatti storici già accaduti e di assicurare certezza a determinazioni che sono già state adottate e che sono già entrate a far parte del mondo giuridico dal momento della loro adozione” si legge.

“Norme rispettate”

Anche la contestazione sulla legittimità delle nuove previsioni urbanistiche introdotte dal Pgt è stata respinta perché “non può ritenersi dimostrata la denunciata violazione della disciplina sul consumo di suolo” per quanto riguarda sia la tangenzialina sia l’ampliamento del cimitero. Rigettata la contestazione secondo cui nel Pgt mancasse una corretta valutazione ambientale strategica (Vas), così come inesistenti sono i difetti di istruttoria: “La normativa non prevede che ogni modifica apportata dopo l’adozione comporti necessariamente la riattivazione dell’intero procedimento” dice la sentenza.

Il commento di Balconi

Capizzi ora è all’opposizione, dopo aver corso come candidata di “La Svolta” nella primavera del 2024, e fa parte di Futuro Nazionale. “Questa sentenza mette definitivamente una pietra tombale sulle fantasiose, per non dire ridicole, pretese portate avanti dall’ex-presidente del Consiglio comunale Capizzi, secondo la quale abbandonare l’aula durante la seduta di approvazione del Pgt fosse una buona idea. Calpestare la democrazia, cara ex-presidente, non è mai una buona idea. E gli elettori cassinesi che l’hanno relegata al quarto posto, su quattro, alle ultime elezioni l’hanno capito molto bene” commenta la prima cittadina Elisa Balconi.

La risposta di Capizzi

“Sindaco Balconi, il ricorso era al Tar ma il pensiero fisso sembra essere Eliana Capizzi” commenta quest’ultima in una nota ufficiale sulla sentenza. “Colpisce, anzitutto, un fatto: non ero parte del giudizio, il ricorso non è stato proposto dalla sottoscritta e il Tar non mi vedeva tra le parti processuali. Eppure, nelle dichiarazioni rilasciate alla stampa, il sindaco sente il bisogno di trasformare una sentenza amministrativa in un attacco personale nei miei confronti. È lecito domandarsi perché” dice Capizzi.
“Se davvero la sentenza rappresenta, come sostiene, una vittoria dell’amministrazione, sarebbe stato sufficiente illustrarne i contenuti. Invece, ancora una volta, il nome di Eliana Capizzi diventa il centro del comunicato politico. Mi permetto inoltre di ricordare al sindaco che parlare di ‘abbandono dell’aula’ come se fosse un comportamento illecito o antidemocratico è una ricostruzione che non tiene conto di un dato altrettanto oggettivo: il procedimento penale instaurato dal Comune nei miei confronti e nato da quella vicenda si è concluso con l’archiviazione” aggiunge.
“Continuerò, come sempre, a rispettare le decisioni dell’autorità giudiziaria, anche quando non coincidono con le mie valutazioni politiche. Mi auguro che il sindaco faccia altrettanto, evitando di utilizzare ogni occasione per alimentare polemiche personali nei confronti di chi, evidentemente, continua a occupare un posto privilegiato nei suoi pensieri. Per il resto, le sentenze si leggono. Le ossessioni, invece, si commentano da sole” conclude la consigliera di minoranza.

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Autore dell'articolo: Settimanale Radar