Legambiente: “Sì, ora la vasca ci convince”

Niente più collinetta da 24/25 metri ma solo una da 8, tanto verde e un occhio alla fauna locale. Secondo le amministrazioni comunali di Bussero, Pessano con Bornago e Gorgonzola, ma anche secondo Legambiente Adda Martesana, il progetto per la vasca di laminazione del Molgora alla fine è stato un successo. In verità, come riportato un paio di numeri fa, qualcuno lo ritiene una sconfitta, come Potere al Popolo secondo cui, nonostante la collinetta più bassa, il consumo di suolo e l’alterazione delle caratteristiche naturali locali restano eccessivi.
Del progetto finale hanno discusso anche nel resto della sinistra, dove la maggioranza sembra comunque favorevole alla versione finale chiusa a luglio.
Qual è invece l’opinione di Legambiente, che è stata parte del dibattito sin dall’inizio?
“Troviamo il nuovo progetto assolutamente soddisfacente”, dice Valerio Marchesi che, a capo della sezione busserese, è stato in prima linea nel corso di tutta la battaglia.
“Abbiamo sempre sostenuto la necessità della vasca di laminazione”, spiega, “L’opera, in sé, è necessaria. Ricordo l’allagamento quando straripava il Molgora, sessanta – settanta anni fa, nella zona della Gerla, e adesso la situazione è ancora peggiore. Il cambiamento climatico ha determinato l’arrivo di queste bombe d’acqua, assolutamente ingovernabili, che causano danni enormi. Che la vasca serva, lo diciamo da vent’anni, non è una novità”.

“Prima era troppo”

“Quello su cui non eravamo d’accordo era l’impatto ambientale del progetto precedente”, prosegue Marchesi, “Non era accettabile consumare tutto quel terreno per la collina. Adesso, riteniamo di avere portato a casa gli obiettivi per i quali ci eravamo battuti. Il risultato è il frutto di un buon lavoro di squadra tra le amministrazioni comunali e la società civile, che risponde alle necessità che la crisi climatica sta ponendo dal punto di vista della gestione delle acque”.
Ma, secondo Marchesi, un margine di miglioramento esiste ancora. Anche perché siamo nella fase in cui ci sono sessanta giorni per presentare osservazioni che possano in qualche modo influenzare il progetto.
“È migliorabile, come tutte le cose”, dice. “In questo momento, stiamo facendo esaminare la documentazione dai nostri esperti. Se potremo portare qualche osservazione utile, lo faremo senz’altro, ma è ancora presto per dare dettagli in merito. Quello che posso dire adesso è che finalmente quella zona diventerà uno spazio fruibile per la collettività dei nostri paesi perché, diciamocelo, al momento quello spazio non è in una buona condizione.
Alcuni hanno cementificato, altri hanno occupato abusivamente la sponda del Molgora come se fosse casa loro. Il progetto ridarà alla comunità uno spazio che potrà essere usato e il Molgora stesso ne trarrà beneficio. D’altra parte, noi stessi agli incontri di discussione abbiamo sempre fatto presenti le necessità delle comunità, ed è una vita che ci battiamo per la salvaguardia degli spazi agricoli”.
“Siamo contenti che quest’opera si realizzi”, conclude infine Marchesi, “Abbiamo scongiurato un progetto allucinante, salvando buona parte del bosco, che altrimenti avremmo perso. Ma bisogna anche tenere i piedi per terra e riconoscere le necessità: siamo ambientalisti responsabili, non ci limitiamo a dire no a qualsiasi cosa”

Autore dell'articolo: Settimanale Radar