Giancarlo Vestiti, 58 anni, imputato nel maxi processo Hydra, sarà sottoposto al “carcere duro”, ovvero il 41-bis, come richiesto dalla Dda, la Direzione distrettuale antimafia di Milano.
L’indagine aveva portato alla luce un inedito consorzio criminale e un’alleanza stabile tra ‘Ndrangheta, Cosa Nostra e Camorra in Lombardia in cui Vestiti è risultato coinvolto.
Nel procedimento penale era finita anche Rosalia Brasacchio, compagna di Vestiti, ex consigliera comunale a Cologno Monzese ma anche istruttore direttivo amministrativo al Comune di Cassina.
Brasacchio, che era stata sospesa dal Comune di Cassina dove lavorava dal 2022, aveva opposto ricorso a questa sospensione, costringendo il Comune a nominare un legale. Una vicenda difficile, che aveva notevolmente scosso Cassina ma non solo.
Lo scorso giugno, in occasione della quarta udienza del processo Hydra, Libera e altre associazioni antimafia, organizzazioni della società civile, realtà territoriali e sindacali si erano ritrovate davanti all’ingresso dell’aula bunker di piazza Filangieri, a Milano, per esprimere solidarietà alla pm Alessandra Cerreti, al pm Rosario Ferracane, al procuratore Marcello Viola e a tutta la Procura di Milano.
Anche la Città Metropolitana di Milano aveva partecipato con Rino Pruiti, delegato alla Legalità e Beni confiscati. Con lui, il presidente della Commissione consiliare speciale antimafia, anticorruzione, trasparenza e legalità, Marco Griguolo.
Un processo complesso e “accidentato”: lo scorso 10 settembre a causa delle forti piogge era crollato il soffitto il controsoffitto dell’aula bunker di piazza Filangieri, quella di fronte al carcere di San Vittore causando il rinvio dell’udienza del processo Hydra.






