Portò la figlia di Lea Garofalo sullo schermo, il dolore di Linda Caridi

“Speravo che dopo tanto dolore stessi respirando. Ti speravamo e ti credevamo salva. E invece stavano continuando ad ammazzare anche te, dentro”. Sono le parole affidate ai social da Linda Caridi, attrice di successo originaria di Pessano con Bornago, dopo la notizia della morte di Denise Cosco, figlia di Lea Garofalo, che si è tolta la vita a 35 anni.
Parole dure, attraversate dal dolore e dalla consapevolezza di una vicenda che Caridi conosce anche per averle dato un volto sul grande schermo. Nel film “Lea”, diretto da Marco Tullio Giordana, l’attrice aveva infatti interpretato proprio Denise, mentre Vanessa Scalera vestiva i panni della madre.
La storia di Lea Garofalo è quella di una donna che aveva deciso di ribellarsi alla ’ndrangheta e di collaborare con la giustizia, anche per offrire alla figlia la possibilità di crescere lontano da quel mondo. Lea venne uccisa dal suo ex compagno, Carlo Cosco, padre di Denise, e il suo corpo venne bruciato. Denise, allora appena 17enne, scelse a sua volta di testimoniare e contribuì al percorso che avrebbe portato alla condanna degli assassini della madre.


Una vita segnata fin dall’infanzia dalla violenza e poi da un lungo percorso di protezione, lontano dalla propria identità e dai luoghi di origine.
È proprio su questo dolore invisibile che si concentrano le parole di Linda Caridi: “La vita dei testimoni di giustizia ricomincia rotta e il peso di tutto quello che comporta rimane in capo al loro coraggio. Ma è delle istituzioni la responsabilità di quel peso. È dello Stato la responsabilità di tutte quelle solitudini”.
Un legame con Denise che per l’attrice era nato durante la preparazione del film. Nel 2014 Caridi sostenne diversi provini per il ruolo, arrivando a lavorare insieme a Vanessa Scalera. “Tra di noi si è subito instaurata una complicità pazzesca”, aveva raccontato. Una sintonia che, secondo quanto scoprirono in seguito, ricordava quella realmente esistita tra Lea e Denise, quasi come tra due sorelle.“Oggi ha di nuovo vinto la mafia. E noi abbiamo perso, perdendo te. Ciao Denise”, ha scritto Linda Caridi. Parole che non chiudono una storia, ma pongono una domanda difficile sul prezzo che troppo spesso viene lasciato sulle spalle di chi trova il coraggio di rompere il silenzio.

IN EDICOLA I DETTAGLI

Autore dell'articolo: Settimanale Radar