Arriva la Polizia e la Pallavolo Cassina si trova senza palestra, poi si sblocca tutto

Diventa un caso l’utilizzo della palestra da parte della Pallavolo Cassina, che milita in Serie C. Tra una nuova convenzione, un ritardo burocratico e una “visita” della Polizia locale il caso è deflagrato nella serata di mercoledì 2 settembre. Una vicenda che riguarda Comune e club, ma che ovviamente riguarda anche i rapporti già non buoni tra le persone coinvolte nel dossier. Inevitabile pensare che tra Gianluigi De Sanctis, ex assessore della prima giunta Balconi, e l’attuale compagine di governo ci siano ancora storie tese.

“Non potete usarla”

Martedì 1 settembre, mentre i dirigenti della società effettuavano un sopralluogo in vista della nuova stagione, è arrivato un controllo della Locale. Un controllo seguito anche da una PEC di diffida, inviata dall’Ufficio Sport del Comune. Una PEC piuttosto esplicita, che segnalava il divieto all’accesso per la società pallavolistica. Un disguido, se così si può dire, nato dal nuovo regolamento di gestione degli spazi sportivi che prevede per la società locali la partecipazione alla manifestazione di interesse sulla piattaforma Sintel. “La Pallavolo Cassina contesta la natura pretestuosa del blocco. Nelle scorse settimane, la società, insieme alla Asd Cm Basket e alla Asd Sds Arcobaleno, aveva sollevato forti critiche sul nuovo regolamento di gestione, che scaricava interamente sulle associazioni di volontariato pesanti oneri economici e strutturali” si legge nella nota emessa dalla società. “Per senso di responsabilità verso i nostri ragazzi e per non perdere gli spazi, abbiamo accettato di partecipare alla manifestazione d’interesse d’urgenza su Sintel, presentando la nostra domanda nei termini. La gara è stata espletata, ma ora gli uffici comunali stanno ritardando l’emissione delle determine e la firma delle convenzioni definitive”. In piazza Unità d’Italia infatti la Pallavoo è una realtà dal 1969. Oltre alla burocrazia però c’è altro. Infatti la Pallavolo Cassina sostiene di essere stata messa nel mirino dal Comune, in quanto unica società ad avere ricevuto una diffida del genere: “Da quanto ci risulta, la Polizia Locale e la diffida formale dell’Ufficio Sport hanno colpito esclusivamente la nostra associazione. Respingiamo con sdegno questi metodi. Siamo una realtà apolitica e apartitica, e non accettiamo intimidazioni o ritorsioni burocratiche sulla pelle delle nostre atlete. Il Comune, segnalando le formalità burocratiche in corso, aveva definito “non possibile l’utilizzo di una struttura comunale in assenza di un valido titolo e che tutte le responsabilità di un eventuale utilizzo non autorizzato sono da ritenersi a totale carico dell’associazione”.

In 100 senza spazi

Una situazione che lascia un centinaio di atlete senza spazi. “Se il meteo lo permetterà, i nostri ragazzi si alleneranno all’aperto nei parchi pubblici. Invitiamo le famiglie e i cittadini a vedere con i propri occhi a cosa è ridotto lo sport a Cassina per colpa della rigidità degli uffici. Chiediamo al sindaco un intervento immediato per porre fine a questa discriminazione e firmare subito le autorizzazioni temporanee previste dai regolamenti” fa sapere la Pallavolo Cassina. “Questo ci crea un danno durante la preparazione atletica”. Intanto la società ha fatto istanza d’urgenza per poter avere l’ok temporaneo all’uso degli spazi di piazza Unità d’Italia, prima che venga espletata la procedura burocratica.

C’è la firma, ma la polemica va avanti…

Nel pomeriggio di ieri un nuovo capitolo dela lite tra società e Comune. C’è stata la firma della determina di assegnazione della palestra per la Pallavolo Cassina, nelle prossime ore verranno espletate anche le formalità burocratiche per le altre società: “Il Volley ha usato la palestra senza coperture assicurative, in modo abusivo e senza notifica al Comune” ha attaccato il Comune. Così la prima cittadina Elisa Balconi: “Qualcuno sta usando gli iscritti delle associazioni sportive come leva politica per i propri scopi”, mentre l’assessore Fabio Varisco si è detto “esterrefatto” da quanto accaduto.
La società sostiene di aver avvisato per tempo dell’uso degli spazi, con una PEC. “La nostra battaglia di buon senso non è però ancora finita: gli uffici comunali non hanno ancora rilasciato i documenti per le tensostrutture di via Trieste” dice la Pallavolo Cassina, facendo intuire una “alleanza” tra società.

Autore dell'articolo: Settimanale Radar