È uno dei “casi letterari” del momento. Il libro dello scrittore Ezio Gavazzeni “I cecchini del weekend” racconta della presenza di molti italiani a Sarajevo, durante il periodo più buio della guerra. L’assedio della città bosniaca vide la presenza di parecchi stranieri che si divertivano ad andare sulle colline fuori dalla città assieme ai soldati serbi, con l’unico fine di sparare da lontano agli abitanti di Sarajevo. Dei cecchini che, a volte, pagavano come se fossero dei clienti e come se il “safari umano” fosse un’attività qualsiasi, un normale passatempo. Una vicenda sconvolgente che già in parte era nota. Non è un mistero, ad esempio, che un famoso scrittore e attivista di origine russa come Eduard Limonov, appassionato alla causa dei serbi e amico per lungo tempo della Tigre Arkan (Željko Ražnatović, militare serbo autore di efferate violenze durante la guerra), si recasse a Sarajevo per sparare verso la città dalle colline.
Il libro di Gavazzeni però riguarda la vicenda dei cecchini italiani. Alcuni sono già usciti allo scoperto confessando quanto fatto, altri non ancora. Di sicuro in corso c’è un’indagine della procura di Milano, per far venire a galla nomi e responsabilità legati a una vicenda da brividi che Gavazzeni ha avuto il merito di riportare a galla a tanti anni di distanza.
Questa sera, giovedì 16 aprile, Ezio Gavazzeni sarà a Masate dove nel salone dell’oratorio presenterà il libro. L’iniziativa del Comune di Masate, con il circolo ACLI, l’oratorio e la Rete Antimafie Martesana inizierà alle 21.


