Vimercate, dopo anni di vessazioni una 60enne trova il coraggio di denunciare il compagno

Nella serata del 20 luglio, i Carabinieri di Vimercate, ad esito degli accertamenti, hanno dichiarato in arresto un 60enne, pensionato, incensurato, il quale, per futili motivi, a Vimercate, ha aggredito la convivente, una coetanea nigeriana, disoccupata e incensurata, colpendola violentemente con pugni al corpo e al volto. La donna, soccorsa dal personale del “118” e dai militari operanti, è stata trasportata al pronto soccorso dell’ ospedale di Vimercate, medicata e dimessa con giorni 20 di prognosi per contusione cranio facciale con frattura delle ossa nasali.
L’aggressore è stato tradotto presso la Casa circondariale di Monza.
Nelle fasi successive all’arresto, la vittima, per la prima volta, ha denunciato ai Carabinieri tutti i soprusi subiti dall’uomo a partire dal 2008, descrivendo nei particolari le pesanti offese a lei rivolte, spesso aggravate dalla finalità di discriminazione razziale, e le violente aggressioni fisiche subite.
Più nello specifico, la donna ha riferito a proposito di un episodio risalente a circa 10 anni fa, quando il convivente era rincasato totalmente ubriaco e, per futili motivi, l’aveva offesa, afferrata al collo e colpita ripetutamente al volto con pugni, tanto da farle perdere conoscenza. Qualche ora dopo lei si era recata all’ospedale di Vimercate, ma non aveva avuto il coraggio di riferire al personale sanitario chi fosse l’autore delle lesioni. In un’altra circostanza l’uomo, nuovamente, dopo averla offesa, le aveva sferrato violenti calci e pugni su tutto il corpo e in particolare sul volto e sul torace, tanto da costringerla, per la seconda volta, a recarsi al pronto soccorso, senza avere avuto il coraggio di indicare chi fosse il responsabile delle violente percosse.
La vittima ha denunciato numerosi analoghi episodi di offese, umiliazioni, minacce di morte e percosse subite nei diversi anni, circostanze che aveva quasi sempre tenuto per se, spesso medicandosi in casa anche quando le lesioni necessitavano le cure ospedaliere.

Autore dell'articolo: Settimanale Radar