Liste d’attesa, i numeri fanno paura anche nella nostra ASST. Basterà lo stanziamento della regione?

“Sono andata al CUP dell’ospedale di Melzo per prenotare due esami. Mi sono sentita rispondere che non c’è disponibilità per uno prima del 2025 e per l’altro prima del 2026!” racconta una signora gorgonzolese a Radar. Ma il suo non è un caso isolato. Sono molti i cittadini che non riescono a prenotare un esame o una visita nei tempi previsti nelle strutture pubbliche. Quelle che possono finiscono per rivolgersi ai privati pagando la prestazione.Regione Lombardia è intervenuta più volte per tentare di risolvere il problema ma finora non ci sono stati grandi miglioramenti.Lunedì 22 aprile la Giunta regionale ha approvato una delibera che mette sul piatto oltre 61 milioni di euro per abbattere le liste d’attesa e arrivare a garantire oltre 7 milioni di prestazioni (di cui 2 milioni di prime visite) di quelle che rientrano nel Piano Nazionale Gestione Liste di Attesa (Pngla) entro dicembre 2024 e 1 milione di prestazioni in più rispetto all’anno 2023.Anche nella nostra ASST le cose non vanno come dovrebbero. La percentuale di garanzia, cioè il rapporto tra il numero delle prestazioni garantite entro i tempi per ogni classe di priorità e per ogni prestazione, rispetto al numero di prenotazioni per ogni classe e per ogni prestazione, non raggiunge il 70 per cento, rimanendo anzi sotto il 60 per cento per le prestazioni urgenti e quelle da erogare entro 10 giorni.

IN EDICOLA TUTTI I NUMERI

Autore dell'articolo: Settimanale Radar