Cassina: niente voucher per l’oratorio ed è polemica

Ha suscitato un’accesa discussione il recente avviso pubblico del comune di Cassina in merito ai voucher da elargire alle famiglie quale contributo alle spese che queste sostengono per i centri estivi dei ragazzi. L’erogazione dei voucher, che avverrà a richiesta, riguarderà infatti solo quelle famiglie i cui figli parteciperanno ai centri Sport & Fun (USD Pallavolo), Summer Art Camp (LAP), City Camp (ACLE) Camp estivo Spor-ti-amo (Cooperativa Filippide) e Tutti al Campo (Controcultura), escludendo così la storica realtà Città dei Ragazzi, gestita dalla parrocchia e incentrata sui due oratori. Va tenuto presente che si tratta di realtà molto diverse fra di loro, sia per il tipo di attività che propongono, sia per la loro natura. Laddove la Città dei Ragazzi nasce essenzialmente come opera di volontariato in seno alla comunità parrocchiale, gli altri centri estivi prevedono la presenza di professionisti che ne gestiscono l’operato. Una differenza che si sente anche dal punto di vista economico: se i campi oratoriali partono da quindici euro, i costi si alzano sensibilmente per quanto riguarda gli altri, che, a seconda del numero di bambini iscritti, possono arrivare alle centinaia di euro. La polemica in comune non ha tardato ad accendersi sin dalle prime ore e, tra voci incontrollate che sembravano quasi volere alimentare il caos in una situazione interna già difficile, ogni attore in causa si è espresso dalle tribune che trovava più congeniali.

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Autore dell'articolo: Settimanale Radar