Sicurezza in Martesana: “Così è più condivisa”

Lo spaccio di droga. I vandalismi. Il disturbo della quiete pubblica, soprattutto d’estate, la sera. L’eccesso di velocità degli automobilisti. Ma anche le slot machine irregolari oppure gli incidenti stradali. Sono questi alcuni dei problemi principali della Martesana. Un territorio molto ampio, che raccoglie qualcosa come 230mila abitanti, molti più, tanto per fare un esempio, del Molise. Un territorio anche frammentato, fatto da paesini piccoli a vocazione agricola e cittadine più industriali e vicine a Milano. Come si può governare un territorio così grande e diverso? Una delle risposte arriva dal patto per la sicurezza dell’Adda Martesana. Ne avevamo parlato sul numero scorso e in questo vogliamo approfondirlo: il 2 aprile a Pioltello è stato firmato insieme al prefetto Renato Saccone un documento importante nel quale 22 Comuni si sono impegnati a lavorare insieme sulle criticità della Martesana. È un modo molto concreto per aiutare gli agenti delle Polizie locali a lavorare meglio. Meglio e soprattutto insieme. Per capirne di più abbiamo intervistato il comandante della Polizia locale Salvatore Guzzardo che dirige i corpi di polizia di Bellinzago Lombardo, Truccazzano, Liscate e Pozzuolo Martesana e che, insieme agli altri comandanti, è uno dei promotori dell’iniziativa.

Comandante Salvatore Guzzardo, in che cosa consiste il Patto locale per la sicurezza urbana dell’Adda Martesana?
“Si tratta di una vera e propria convenzione firmata da 22 Comuni che prevede il mutuo soccorso in caso di bisogno reciproco”.

Facciamo qualche esempio
“Per esempio: dovesse accadere un grosso incidente, come quando è deragliato il treno a Pioltello, in cui c’è bisogno di un grande dispiegamento di forze, i corpi di polizia sono adesso autorizzati ad intervenire anche nei territori dei Comuni convenzionati”.

Prima questo non era possibile?
“Era possibile, ma si doveva prima essere autorizzati dal Prefetto ogni volta. Questo perché ci sono dei limiti territoriali anche all’impiego dell’arma che si ha in dotazione. Adesso invece si è stabilita una interterritorialità che è stata già preventivamente autorizzata con la firma del patto”.

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Autore dell'articolo: Settimanale Radar