Serie C, c’è la paura che la stagione finisca in tribunale e non in campo

Il calcio va in secondo piano in un momento come quello che sta vivendo il Paese, ma fino a un certo punto.
Ci sono interessi economici e sportivi, quasi più del primo tipo che del secondo, a dettare l’agenda dei club ad ogni livello. Se a livello mondiale ed europeo ci sono Fifa e Uefa che devono fare i conti con un calendario impossibile da programmare in questo momento, a livello minore c’è anche la serie C che sta provando a capire come concludere il campionato.Il girone C ha giocato fino a che è stato possibile, ovvero fino al weekend del 7-8 marzo senza saltare nemmeno una partita. Diverso il discorso per i gironi A e B che hanno iniziato la trafila di rinvii già dal 23-24 febbraio e non hanno più giocato fino al decreto del 9 marzo scorso che fermava lo sport in tutto il Paese. Ci sono quindi tre situazioni di calendario differenti con cui fare i conti in questo momento, i gironi A e B avrebbero bisogno di quattro turni infrasettimanali per rimettere tutte le formazioni a pari con il calendario. Da non dimenticare anche che va disputata la finale della Coppa Italia di categoria. Per la serie C e la serie B, poi, c’è anche un problema che la serie A non ha: alla fine della stagione scatta la post-season che nel caso della terza lega non è nemmeno così rapida visto che fino al decimo posto di ogni girone ci si qualifica per i playoff (i playout sono ben più rapidi).Sul tema si è espresso il presidente della serie C Francesco Ghirelli: “Vogliamo chiudere con promozioni e retrocessioni. Per due motivi: da un lato non possiamo darla vinta a questo maledetto virus. Dall’altro, non possiamo permetterci che il campionato si chiuda nelle aule dei tribunali. Sarebbe un disastro: la gente pensa alle mascherine e ai ventilatori, noi non possiamo pensare di creare un contenzioso di questo tipo. È una cosa che voglio evitare a tutti i costi: lì davvero ci darebbero un calcio nel sedere. E ce lo saremmo meritato. La data per la ripresa della serie C? Noi abbiamo già detto che giocheremmo fino al 29 giugno, proprio perché io vorrei concludere il campionato regolarmente. Ho letto che c’è l’idea di andare anche oltre il 30 giugno, vedremo”.Dichiarazioni che fanno intuire come chiudere la stagione regolarmente sia una volontà che fatica però ad avere una base concreta. Andare oltre al 30 giugno sarebbe un problema per i contratti e per i prestiti (lo ha valutato anche la serie A, con risposte negative per ora) e chiudere entro quella data diventa sempre più una chimera ogni giorno che passa. Da notare anche il riferimento ai tribunali, che Ghirelli prova a scongiurare. Se non si dovesse chiudere la stagione e saltasse la promozione in B ormai fatta come reagirebbe il Monza? Una battaglia legale sarebbe pressoché certa.

Autore dell'articolo: Settimanale Radar