“Nidi, con queste norme non c’è ripartenza”. Allarme per insegnanti e famiglie

Settembre è dietro l’angolo, riapriremo? È la protesta degli asili nido privati che giovedì scorso sono andati a manifestare sotto al Palazzo di Regione Lombardia, a Milano (foto). In tutta Italia ci sono più di 13mila servizi nido che rischiano. E ancora di più fa soffrire il totale disinteresse delle istituzioni nei confronti dei più piccoli: bambini da zero a sei anni. Perché si parla di tutto: di scuola, di didattica online, di distanze tra banchi quando si tornerà, ma nessuno si ricorda di loro. Maestre e bambini ignorati. Le prime senza uno stipendio e senza una certezza sul domani, i secondi privati della loro vita comunitaria in anni così importanti e delicati. I rappresentanti dei nidi privati sono scesi in piazza riuniti nel comitato EduChiAmo. E questo anche in Martesana. “Lo Stato ci ha totalmente abbandonati”. La frase è amara e semplice. A pronunciarla è Stefania Oggioni, 54 anni, maestra dell’asilo nido privato “Con le mie manine” di Bellinzago Lombardo. Ma potrebbe essere la frase di centinaia di altre maestre della Martesana, della Lombardia, d’Italia. “In nessun decreto del governo finora è mai stata anche solo nominata la fascia d’età zero tre anni – raccontano – non parliamo solo dei privati ma anche dei pubblici. È come se si fossero dimenticati che esistiamo” dicono Ilaria Vanelli e Maria Settanni da Gorgonzola. Strano. Visto che se non ci fossero i privati, i nidi comunali non potrebbero mai, da soli, accogliere tutti i bambini. Solo a Gorgonzola, per dire, il Magico Mondo accoglie 24 bambini e La Magica Magnolia ne ospita 20 (ndr sono due edifici diversi in due luoghi diversi della città ma fanno entrambe parte della Scatola Magica). Inoltre, la cooperativa gestisce anche la sezione primavera del nido comunale, altri 20 bambini e si occupava, da sempre, dei centri estivi da 4 a 10 anni, cioè materne ed elementari, per oltre 200 famiglie.

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Autore dell'articolo: Settimanale Radar