Negozi chiusi la domenica? Parlano i protagonisti

Stop ai negozi aperti la domenica e durante le festività. Fine della liberalizzazione come fatta dal governo Monti “perché sta distruggendo le famiglie italiane”. Lo diceva il vicepremier e ministro dello Sviluppo economico, Luigi Di Maio, lo scorso settembre, promettendo che entro la fine dell’anno avrebbe rivisto la regolamentazione obbligando di fatto i negozi ad un tot di chiusure annuali. La sua proposta di legge però ha suscitato molte polemiche. E adesso quella proposta di legge sulle chiusure domenicali è tutta da rifare. Il provvedimento dovrà essere rivisto perché, secondo la Lega, il testo iniziale è stato modificato troppo dagli interventi in commissione.
“Abbiamo bisogno di capire quali possono essere le ricadute sui territori, vogliamo un testo il più aperto possibile al confronto, che tenga conto anche delle richieste delle associazioni di categoria. Quindi, si riaprirà la discussione. C’è da parte della maggioranza la volontà di recepire suggerimenti, sia in fase di audizione sia in fase emendativa”, ha confermato la presidente leghista della commissione autorità produttive della Camera, Barbara Saltamartini.
L’ultima versione del testo prevede la possibilità per i negozi di restare aperti per un totale di 26 domeniche e 4 festività all’anno, affidando alle singole Regioni il compito di stabilire le giornate di chiusura, e contempla una serie di deroghe per le località turistiche e per le attività di dimensioni inferiori a una certa soglia.
Radar ha chiesto l’opinione dei negozianti del centro commerciale La Corte Lombarda di Bellinzago Lombardo. E anche della direzione del centro e del presidente del Mandamento di Gorgonzola della Confcommercio Nicolas Rigamonti.

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Autore dell'articolo: Settimanale Radar