Intelligenza artificiale, per la Regione un ruolo di primo piano?

“L’applicazione dell’Intelligenza artificiale all’industria in una regione come la Lombardia, che rappresenta un’eccellenza in ambito manifatturiero, può portare a raggiungere risultati importanti. Il nostro territorio può diventare un punto di riferimento a livello europeo, rendendo questa tecnologia innovativa uno strumento a servizio di una produzione industriale ancora più efficiente e sostenibile”. Lo ha detto il presidente di Regione Lombardia, Attilio Fontana, a margine di un convegno organizzato questo pomeriggio da Assolombarda a Milano. “Stiamo lavorando – ha aggiunto Fontana – per far sì che queste soluzioni di ultima generazione possano contribuire in modo efficace alla competitività delle imprese lombarde. Per raggiungere questo risultato abbiamo già realizzato diverse iniziative. Tra queste ci sono il progetto di legge sull’Intelligenza artificiale approvato recentemente dalla Giunta, che presto andrà in Consiglio regionale, ma anche diverse misure con cui vengono messe a disposizione delle imprese risorse concrete”.
“Il bando di Regione Lombardia ‘Collabora e Innova’ – ha concluso il governatore – ha stanziato, a esempio, 156 milioni di euro per la sua prima edizione e, proprio giovedì 25 giugno 2026, ha aperto le candidature per la seconda. Questa iniziativa ha l’obiettivo favorire l’utilizzo dell’IA e di tutte le soluzioni capaci di migliorare l’innovazione e l’efficienza dei processi produttivi. Si tratta di un provvedimento apprezzato dal mondo imprenditoriale. Una misura che sta dando risultati concreti, come testimoniano i numeri estremamente positivi registrati”.

Il tema dei data center

Da mesi si parla dei problemi legati alla costruzione dei data center, col dibattito che non si è placato affatto dopo l’approvazione della legge in Regione: l’impatto ambientale di questi complessi, che si stanno moltiplicando in Italia, e che saranno presenti in particolare proprio in Lombardia, ha sollevato più di una perplessità. Ed è in quest’ottica che si è tenuto a Gorgonzola l’incontro di mercoledì 24, in cui è stato affrontato l’argomento delle loro ricadute ambientali, con la collaborazione del presidente della commissione urbanistica locale Massimo Tino. “Qualche sospetto che il numero di data center in arrivo sia superiore al reale bisogno sorge”, ha detto Damiano Di Simine, di Legambiente Lombardia. “Anche il fatto che si concentrino attorno a Milano fa venire il sospetto che ci sia una qualche speculazione. Il governo sta facendo una politica di porte aperte dal punto di vista legislativo e non sta facendo nulla perché queste strutture abbiano ricadute positive sul territorio”.

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Autore dell'articolo: Settimanale Radar