Ciclisti e podisti sull’alzaia, anche per loro ci sono delle regole

Non siamo un Paese amico delle biciclette. Sulle strade italiane si conta un morto ogni 35 ore. Di morti ne abbiamo anche in Martesana. Non perdiamo mai occasione per ricordare Beatrice Papetti, investita in bicicletta a Gorgonzola, attraversando la statale 11, che aveva solo sedici anni, nel 2013. Sono sei anni senza di lei, e ancora la sua vicenda brucia. E ricordiamo anche Alessandro De Nicola, anche lui ammazzato da un’automobilista nel 2014, quando di anni ne aveva solo 21, mentre andava sulla vecchia Gorgonzola Melzo. Ma la lista è lunga. Luigi, 85 anni di Bellinzago L.do, investito a Gessate da un camion dell’immondizia comunale nel 2017. E fermiamoci qui. Si potrà dire: bene, ci sono le piste ciclopedonali. Ed è vero. Ben vengano, e la Martesana grazie al cielo se ne sta dotando. Aggiungono certamente sicurezza ma anche sulle piste serve prestare attenzione. Valgono le stesse regole di sicurezza, non si può fare quello che si vuole. Che cosa non si può fare? Per esempio, sfrecciare come se si stesse facendo una gara quando si va in bici, facendo il pelo ai pedoni. Portare il cane a passeggio con un guinzaglio lasco che gli permette di andare a destra e sinistra come vuole. Lasciare che i bimbi corrano a destra e sinistra oppure che vadano in bicicletta dietro gli adulti, senza controllo né protezione.

“Andare in bicicletta non significa poter fare quello che si vuole. Ci sono delle regole precise dettate dal Codice della strada, e bisogna rispettarle. Anche i ciclisti, vorrei ricordarlo, possono essere multati”. A dirlo è Antonio Pierni, comandante della Polizia locale di Gorgonzola. Abbiamo passato al setaccio con lui, una per una, tutte le norme previste dall’articolo 182.

Leggi le regole su Radar, con l’opinione di ciclisti e podisti

Autore dell'articolo: Settimanale Radar