Una serata per parlare della violenza sulle donne

Nomi che scorrono sulla parete. Nomi di donne. Dietro a ognuno di essi c’è una storia truce, dolorosa, quasi sempre uguale. Un uomo che non ha accettato di essere lasciato, un maschio che ha portato al massimo la violenza che ogni giorno ha fatto soffrire alla sua compagna. è cominciato così l’atto d’accusa lanciato durante l’incontro “Nemmeno con un fiore”, organizzato dall’amministrazione comunale con Fabio Roia, magistrato esperto di reati di genere, autore del libro “Crimini contro le donne. Politiche, leggi, buone pratiche”, Fanny Marchese assistente sociale presso lo SVSeD e la giornalista Nadia Cavalleri. A finire sotto accusa la cultura maschilista che domina ancora la nostra società e che porta gli uomini a considerare le donne come un oggetto di cui si ha il possesso e si può disporre come si vuole. Una cultura che pervade anche l’universo femminile tant’è che “7 donne su 10 non sanno di essere vittima di abusi e reati”, ha affermato Roia. “Quando la donna subisce abusi, che possono essere anche psicologici, pensa di essere inadeguata, di non saper corrispondere ai desideri del compagno”.

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Autore dell'articolo: Settimanale Radar