Sessant’anni più uno, festeggiati in una RSA riqualificata. E i lavori potrebbero non essere ancora finiti nel contesto di una Vergani e Bassi che giorno dopo giorno continua a studiare le soluzioni migliori per mettere sempre più a proprio agio, nel limite del possibile, gli ospiti della RSA. Giovedì scorso, senza nastri da tagliare ma con tanto da raccontare, c’era anche la giunta comunale in via Lazzaretto assieme al consiglio d’amministrazione della Vergani e Bassi, ovviamente condotto dal presidente Ernestino Mantegazza ormai da un quarto di secolo. “L’eccellenza attuale, perché di questo si tratta – ha detto Mantegazza – è nata quando siamo passati da Ipab (Istituto pubblico di assistenza e beneficenza) a fondazione privata”. Un’eccellenza che si basa su un continuo lavoro interno col quale la RSA è arrivata a garantirsi la presenza della guardia medica e di una cucina interna sempre al passo con i desiderata degli ospiti.
Prima dell’incontro nel nuovo locale palestra, con l’architetto Patrizio Sirtori che ha spiegato come è stata riqualificata la struttura, c’è stato tempo anche per un breve tour della struttura che è composta da tre fabbricati con 106 posti letto. Le nuove 32 camere singole hanno aumentato gli spazi a disposizione, ma attualmente gli ospiti sono solamente 92. “Attendiamo buone notizie dalla Regione sulla contrattualizzazione degli operatori, altrimenti quei posti rimangono vuoti” ha spiegato Scurati. Si alza l’età media (dagli 84 anni in su) di chi entra nella struttura. La lista d’attesa è lunghissima, se si pensa che in alcuni giorni si arriva al numero notevole di venti richieste di ingresso in RSA da parte di nuovi pazienti.
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