Molinelli non ci sarà alle comunali, ecco perché

Si avvicinano le elezioni, Stefano Molinelli spiega a Radar il suo punto di vista. Dopo aver corso per la Camera con 10VolteMeglio non sarà in scena alle comunali di giugno.

 

In molti mi hanno chiamato e chiesto cosa facessi per questo giro di elezioni cittadine. Ringrazio la redazione di Radar nell’offrimi questa possibilità di risposta. Intervengo su due punti che mi stanno particolarmente a cuore. Il primo punto è dare risposta ai tanti che mi hanno chiesto il perché di questa mia assenza da ogni lista cittadina. Risposta che rendo molto volentieri senza rinnegare in alcun modo il mio percorso politico e la mia storia liberale – di centro destra più che ventennale. Da Novembre 2017 ho sposato e dato vita a livello territoriale/nazionale il nuovo progetto politico di Andrea Dusi, imprenditore innovatore veronese, nato per l’appunto solo 6 mesi fa e denominato 10 Volte Meglio [www.diecivoltemeglio.com]. Gruppo politico indipendente e di start-up che si è presentato in modo autonomo alle elezioni politiche nazionali questo marzo scorso e che, sebbene presente in sole 10 regioni e abbia raccolto meno dell’1% nazionale (circa 39.000 voti), non ha potuto per ora metter in atto le idee innovative proposte per una nuova visione politica ed economica dell’Italia. Scrivo “per ora” perché proprio questo prossimo venerdì 4 Maggio è prevista la prima assemblea direttiva per la Lombardia ed entro l’estate/autunno ci sarà la prima nazionale a Roma. Quindi il progetto va avanti e si ricarica, rinforzandosi per competenze, merito e struttura, per affrontare la prossima sfida elettorale. Neppure Roma è stata costruita in un giorno. Ci vogliono pazienza, consapevolezza e impegno. Quindi, per coerenza con questa mia scelta, sarebbe sembrato totalmente inopportuno, e devo dire anche fuori tempo massimo visto la tardiva creazione di un direttivo regionale e nazionale con scelte condivise, presentarmi a Gorgonzola volendo proporre il simbolo arancione di 10 Volte Meglio da solo, senza accorpamenti alcuni. I più dotti direbbero work-in-progress.Il secondo punto riguarda un discorso più centrato su quanto osservo avvenire localmente.
I giochi sono fatti. Finalmente anche Gorgonzola avrà i suoi candidati sindaci. Alcuni ben noti e alcuni totalmente nuovi. Ci saranno il dejà-vu delle proposte di sinistra, dalla civica Insieme per Gorgonzola dell’intramontabile Ilaria Scaccabarozzi fino alla ricandidatura (giustissima e più che opportuna) di Angelo Stucchi per PD e Gorgonzola Ben Comune. Poi abbiamo il “meno che inaspettato” senza-tempo Ex-Sindaco Walter Baldi con l’unione di due liste civiche Progetto Gorgonzola e Noi Gorgonzola ricche fino all’orlo di ex-sindaci, ben 3, e di ex-assessori ed ex-consiglieri comunali. Per infine arrivare alle nuove proposte: una de-facto e l’altra per metà. Quella “di diritto” è l’offerta di cambiamento radicale proposta da Antonio Zantonini per il Movimento 5 Stelle, alla quale darei molta più attenzione di quella che rilevo dai media e dai giornali, sia per la qualità dell’offerta politica proposta ai cittadini, non di solo populismo come si è soliti pensare, e sia per la genuina concretezza di chi la rappresenta con merito. L’altra invece è una novità solo in parte: il candidato dott. Giuseppe Olivieri è alla sua prima volta e sicuramente il meno noto tra tutti i proposti, attinto dalla operosa e impegnata società civile più che da quella politica, mentre per la coalizione di centro destra che lo sostiene, Forza Italia – Lega Nord – Fratelli d’Italia, ideologicamente e operativamente si conosce già molto se non addirittura tutto. Certamente però quest’ultima è quella che naviga col vento in poppa, diritta e forte verso l’obiettivo politico amministrativo comunale. Di questo non si discute e si hanno davvero pochi dubbi. Fatta questa premessa, doverosa e dovuta, vado al punto centrale di questa mia breve. Personalmente ho molto apprezzato quanto di recente pubblicato dall’Avv. Mandelli/LeU su queste pagine on-line: l’analisi sull’ammissione di errori che hanno diviso il fronte comune di sinistra e la voglia di riunirsi andando oltre alle incomprensioni gettandosi alle spalle il passato, dimostra umiltà e concreta capacità di leadership, cose rare ultimamente in politica. Molto meno mi è piaciuta la ricerca di un “patto sui programmi delle sinistre” per la seconda fase delle votazioni, ossia per il ballottaggio del 24 Giugno come se fosse scontato un ritorno alle urne 14 giorni dopo per scegliere tra “le sinistre” e …quant’altro ci sarà. Su questo modo di cercare una condivisione postuma alla prima scelta dei cittadini, pur conoscendo l’eticità dell’amico Mandelli, si potrebbe incappare nella più classica delle incomprensioni o, meglio, nel più classico dei compromessi elettorali da prima Repubblica e forse anche da seconda: un insieme di programmi all’ultimo minuto appiccicati tra loro da un accordo di posizioni (e quindi di poltrone da condividere tutti insieme) più che da valori comuni improvvisamente riscoperti. Non è molto chiaro l’intento, seppur comprensibile visto il rischio che corre tutto il fronte delle sinistre, ma così non si fa o non si dovrebbe fare. Questa è almeno la mia visione della politica moderna. Purtroppo però la stessa cosa è successa anche nel centro destra. Lo si deve dire sebbene con le dovute differenze.
Faziosità, rancori, interessi personali di pochi e veti di tanti hanno portato al suo interno ad una frattura netta e profonda. La spaccatura in due parti è palpabile e visibile a tutti: da una parte una coalizione politica di governo (FI, LN e FdI) ben strutturata, ben amalgamata, ben preparata e con competenze/esperienze di governo chiare, mentre dall’altra un insieme di liste civiche (PG e NG) che si auto proclamano non-politiche e che ostentano la sicurezza e l’orgoglio tipico dei ” bravi-ma-perdenti” dove, per reali capacità e bravura…e su questo non ci sono davvero dubbi… spicca solo ed esclusivamente la figura dell’eterno senza-tempo Ex-Sindaco Walter Baldi. Oltre a lui il buio e il nulla più completo anche se ovviamente lui si affatica nel dire, in tutte le occasioni che può, che questa “è la migliore squadra che abbia mai avuto” omettendo il gran numero di professionisti della politica che sono presenti al suo interno… ai voglia poi definirti “lista civica”.
Tutto questo per dire che se da una parte l’assenza dell’Ex-borgo mastro Walter Baldi ha creato l’opportunità per la ricostruzione di una nuova proposta di centro destra libera da personalismi e più ricca di meriti, dall’altra ha paradossalmente portato a un indebolimento del centro destra stesso. Ipotesi di cui varrebbe la pena fare un pensiero serio prima del 9 – 10 giugno prossimi e non dopo, in una potenziale reunion-programmatica, alla vista di un possibile quanto fatidico ballottaggio del 24 giugno.

Questo lo dico per entrambi i 2 schieramenti di centro destra, quello più politico e quello pseudo civico. Altrimenti tutto ciò potrebbe poi risultare alquanto uguale al tentativo di appello urlato con garbo ed eleganza dall’Avv. Mandelli.

Stefano Molinelli.

Autore dell'articolo: Settimanale Radar