Minori in comunità, altre strade cercasi

Sul numero in edicola presentiamo due progetti che riguardano i minori che vivono situazioni di difficoltà e fragilità. Il Comune di Gorgonzola pensa di realizzare per loro un centro educativo diurno in due appartamenti di proprietà comunale. A Pessano con Bornago si pensa a rilanciare il progetto P.I.P.P.I., anche questo un centro per aiutare i minori e le famiglie in difficoltà. Lo scopo è quello di creare una struttura che possa evitare in molti casi l’allontamento del minore dalla famiglia e il suo ricovero in comunità per un periodo più o meno lungo. Sono poco più di 21mila in Italia i minori ospitati in strutture di accoglienza, secondo gli ultimi dati disponibili (2015). Il numero è in crescita e parla di un +9,4% rispetto al 2014. Le cause di questo aumento possono essere molte ma sicuramente preoccupano i Comuni, su cui ricade l’onere di mantenere i minori in comunità.  Anche per questo nascono progetti per evitare, quando possibile di togliere il minore dalla famiglia, perché la legge, come ricorda il Garante per l’infanzia e l’adolescenza, riconosce a bambini e ragazzi il diritto a essere educati prioritariamente nell’ambito della propria famiglia d’origine.

Gorgonzola – Il progetto di Housing sociale prevede che le unità abitative sottratte al regime di ERP vengano destinate temporaneamente proprio a quei nuclei familiari in condizione di emergenza abitativa riconducibile a disagio, fragilità, povertà che non permette loro di accedere ai servizi abitativi pubblici né di reperire un alloggio in autonomia. Il Comune, con soggetti del terzo settore – individuati a seguito di procedura a evidenza pubblica –, accompagnerà questi utenti, attraverso un sostegno educativo e sociale nel medio termine, a sperimentare le proprie capacità di autonomia e di gestione. Allo stesso tempo l’amministrazione comunale gestirà in maniera più efficace ed efficiente anche le risorse economiche disponibili, avendo la possibilità di evitare, nelle situazioni straordinarie ed imprevedibili di sfratto, l’utilizzo di alberghi ed altre strutture private a cui sarebbe altrimenti necessario rivolgersi. 

Pessano – P.I.P.P.I., cioè Programma di Intervento Per la Prevenzione dell’Istituzionalizzazione, è un progetto che supporta famiglie in difficoltà evitando l’allontanamento del minore, nella fascia di età 0-11 anni, dal proprio nucleo familiare e il successivo inserimento in una comunità di recupero. In questi giorni sono terminati gli incontri con i genitori e i ragazzi e l’assessore alle politiche sociali Maria Tomaselli ha voluto fare il punto della situazione. “I bambini che presentano delle fragilità temporanee necessitano di una serie di attenzioni da parte degli adulti che li circondano. A tal proposito uno dei dispositivi previsti dal programma è l’intervento di adulti in appoggio alla famiglia interessata tramite una forma di solidarietà e di vicinanza”. Un altro supporto previsto è invece l’organizzazione di incontri, grazie al coinvolgimento delle Cooperative Sociali “Arti & Mestieri” e “Milagro”, presso il Centro Educativo Diurno Ohana per i minori interessati e presso il Centro di Aggregazione Giovanile (CAG) per i genitori. Durante questi momenti di confronto i bambini, con la guida di educatori e di una pedagogista, hanno potuto comprendere i loro desideri e essere più consapevoli della propria identità, mentre i genitori, aiutati da famiglie supporter che avevano beneficiato del programma P.I.P.P.I. dell’anno precedente, hanno potuto riflettere sulle esperienze quotidiane e mettere in luce le fatiche e le risorse del proprio ruolo. Un aiuto necessario che è stato ben accolto.

 

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Autore dell'articolo: Settimanale Radar