La seconda vita di Davide

Quando racconta la sua storia, ha una voce che fa un effetto strano. Ti rassicura. Ripercorre momenti bui, e nella conversazione ci sono parole che farebbero accapponare la pelle anche ai più coriacei. Tumore. Chemio. Amputazione della gamba. Diciassette anni d’età. Eppure è calmo, sereno, e ha una dolcezza nel dire le cose che ci parleresti per ore. Si chiama Davide Ciceri, è di Liscate, ha frequentato l’Accademia Formativa della Martesana di Gorgonzola ed è l’autore di un libro che si intitola “Dal settimo cielo al settimo piano”, edito da RCS MediaGroup, che ha scritto con lo pseudonimo Leo 299. Storia vera di un ragazzo adolescente appassionato di motocross che scopre di avere il cancro.

Eccolo qui, questo giovane uomo costretto a crescere in fretta. Mostra una foto di un fenicottero e dice: “Vi ricorda qualcuno?”. Uno slanciato animale rosaceo riposa su una gamba sola. Un po’ come Davide, che di gamba adesso ne ha una, perché l’altra era quella malata e per salvargli la vita gliel’hanno amputata. La sua autoironia sorprende ma non stride. La vita ti mette davanti a situazioni inaspettate e crudeli ma tu devi cercare di avere l’età che hai: e se sei adolescente, devi impegnarti per continuare ad esserlo. Solo così si tiene in pugno la realtà, solo così si continua a vivere: non facendosi fregare la spensieratezza e la voglia di giocare, tipica di chi non è più un bambino ma nemmeno ancora un adulto.

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Autore dell'articolo: Settimanale Radar