Gorgonzola: via anche l’onoreficenza a Tito. Baldi ironico: “Ora sotto con Nerone”

Il Consiglio comunale dice sì alla mozione leghista per chiedere al governo di rendere possibile la revoca di ogni onoreficenza a chi non ne sia meritevole, nel caso specifico al dittatore jugoslavo Josip Broz meglio conosciuto come Tito. Finisce così un bislacco mese di discussioni storiche su dittatori del passato, aperto dal voto favorevole della sola maggioranza alla mozione sulla revoca per la cittadinanza onoraria a Benito Mussolini, e chiuso dal voto favorevole della maggioranza, della Lega e di Forza Italia al punto su Tito.
La Lega aveva chiesto la revoca dell’onoreficenza (conferita nel 1969 dall’allora capo dello Stato Giuseppe Saragat) alla luce dei crimini commessi da Tito contro la popolazione istriana uccisa nelle foibe.
Il Pd si è detto favorevole tramite Patrizia Sofia: “Per noi non esistono morti di serie A e serie B, era un dittatore come Mussolini e siamo favorevoli alla mozione”. Anche Ipg con Patrizia Gasparini si è detta “coerente col voto su Mussolini, non facciamo provocazioni strane come chiedere di togliere la cittadinanza a Saragat. Diciamo però alla Lega che il ministro dell’interno è il loro segretario quindi possono parlare direttamente con lui e non passare dal Consiglio”. Confermano la loro uscita dall’aula Matteo Pedercini (Upf) che si è comunque detto favorevole e Walter Baldi (Progetto). Ironico l’ex sindaco: “La storia è quello che è quindi non si può intervenire – ha detto ribadendo la sua idea – di questo passo arriveremo a Nerone e Caligola”. A proposito di romani da segnalare che, presa dal clima storico, a Sofia è sfuggita un “Tito Livio”, celebre storico romano. Punto approvato con soddisfazione leghista (“sorpresi positivamente dal Pd”), ora si spera si possa tornare a parlare del presente.

Autore dell'articolo: Settimanale Radar