Gorgonzola, tornano i bimbi di Aiutiamoli a vivere: “Una questione di cuore”

Sono arrivati in paese il 1° maggio i bambini che partecipano al programma dell’associazione Aiutiamoli a vivere, che da anni si occupa di aiutare la popolazione infantile colpita dal disastro nucleare di Chernobyl. Dal 1986 sono passati più di 30 anni ma ancora oggi non è facile vivere una vita normale per chi risiede in quell’angolo di est Europa a cavallo tra Ucraina e Bielorussia. A Gorgonzola l’associazione opera da 20 anni esatti ed è motivo di grande orgoglio per chi come Gianni Radaelli è uno dei pilastri di Aiutiamoli a vivere.
“Quest’anno ho potuto percepire un’emozione particolare nei giorni che hanno preceduto l’arrivo del gruppo che rimarrà qui fino al prossimo 31 maggio – spiega a Radar l’ex consigliere comunale ed ora presidente dell’ente Fiera – davvero tanta voglia di avere qui i bambini”.
Radaelli ci tiene a ricordare quelli che sono i punti fermi dell’associazione. “Il soggiorno dei bambini qui deve migliorare la qualità della loro vita, non deve essere una semplice vacanza, ed è quello per cui rinnoviamo il nostro impegno ogni anno che passa”. Per questo motivo durante il mese passato a Gorgonzola saranno tante le attività organizzate per i piccoli bielorussi, da quelle in classe presso le scuole cittadine per finire con le gite organizzate nel nord Italia. Il contributo delle associazioni gorgonzolesi sarà come sempre fondamentale e ci sarà spazio per ringraziarle su queste pagine quando andrà in scena l’ormai classica Festa del Sorriso di cui parleremo più avanti. “Mi sento di dire con forza: avanti giovani! Abbiamo bisogno di famiglie giovani che ci aiutino nell’organizzazione e che si mettano a disposizione per accogliere i bambini. Negli ultimi anni tanti giovani si sono messi a disposizione ed è molto bello per tutti, soprattutto per loro – spiega Radaelli – ma sarebbe ancora meglio se il loro esempio fosse seguito da altre persone”.

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Autore dell'articolo: Settimanale Radar