Albè, ecco perché se salvasse la Giana meriterebbe un monumento

Buona parte della storia della Giana l’ha già scritta, ma se Cesare Albè dovesse riuscire ad aggiungere al suo curriculum la salvezza di questa Giana allora meriterebbe più di un monumento. Sarà lui a tenere le redini della squadra fino a fine stagione, la Giana ha spazzato via ogni dubbio lunedì mattina con un comunicato breve e chiaro: “Il presidente Oreste Bamonte ha conferito a Cesare Albè l’incarico di allenatore responsabile della prima squadra per il resto della stagione 2019-20. A mister Albè un grosso in bocca al lupo”. Per la seconda volta in pochi mesi Albè passa dalla scrivania al campo in un momento durissimo per la Giana. A gennaio Bertarelli si dimise dopo aver incassato cinque gol dall’Imolese fuori casa, ora Albè sostituisce Maspero esonerato dalla società dopo un inizio di stagione sciagurato e senza vittorie. Nelle prime ore dopo l’esonero di Maspero si era parlato di una soluzione ponte che avrebbe visto Albè alla guida della prima squadra in attesa dell’accordo con un nuovo allenatore e il nome più accreditato era quello di Antonino Asta, già visto a Pistoia e Bassano. Si è scelta un’altra strada almeno per ora, secondo quanto risulta a Radar i contatti con Asta non sono mai giunti in una fase così avanzata da far pensare che si potesse giungere alla firma. Tocca quindi ancora ad Albè, inutile elencare i numeri delle sue 23 stagioni alla guida della squadra che ha portato dalla Promozione alla serie C, senza dubbio questa è la sfida più difficile perché la Giana sembra in un vicolo cieco e in tutta onestà nella rosa attuale è impossibile trovare giocatori che diano la scossa. Ci sarà da lavorare molto sulla testa dei giovani, in evidente difficoltà dopo un inizio sportivamente tragico. La stagione è lunga e nulla andrà lasciato al caso. Il tecnico di Cassano d’Adda è il primo a sapere che questa non è più la Giana dei Pinardi, Iovine e Bruno, serve un diverso tipo di lavoro.

Quattro vittorie, quattro pareggi e due sconfitte lo scorso anno. Quattro ko e due pari quest’anno. Questi i numeri con cui Riccardo Maspero ha concluso la sua avventura alla Giana. Inevitabile che le partite viste quest’anno influiscano sul giudizio dei tifosi, ma il lavoro fatto da Maspero l’anno scorso non va dimenticato. Raccolse la squadra dai bassifondi della classifica per poi portarla quasi a centrare l’ultimo posto libero per i playoff. Una squadra che si salvò offrendo un bel calcio, trascinante e da applausi. Il mercato gli ha consegnato una Giana molto meno forte e lui non ha mai trovato il bandolo della matassa, forse esagerando anche con gli esperimenti. Sicuramente non era l’unico problema, ma parte di un quadro ben più preoccupante.

Autore dell'articolo: Settimanale Radar