Gessate: “Progetto Chernobyl”, la solidarietà non muore

Era il 26 aprile del 1986 quando il mondo assistette al disastro della centrale di Chernobyl, che ancora oggi viene ricordato come uno degli unici due incidenti nucleari mai verificatisi a essere classificati al massimo livello sulla scala INES (l’altro è quello di Fukushima nel 2011). Sebbene all’epoca lo sgomento sia stato molto, con il tempo, come sempre accade, le persone tendono a dimenticarsi dei problemi che non le riguardano direttamente. Tuttavia, le radiazioni possono impiegare secoli a scemare: in Ucraina e Bielorussia, le conseguenze della contaminazione sono ancora un tema di attualità e anche in Italia c’è chi non se ne è dimenticato. “L’associazione Progetto Chernobyl di Gessate è nata nel 2001, quindi quest’anno diventiamo maggiorenni”, ci ha raccontato la presidentessa Carolina Deponti in occasione della visita dei bambini ospitati dal suo gruppo alla caserma dei Vigili del fuoco di Gorgonzola, lo scorso martedì. “Accogliamo bambini provenienti dalle zone della Bielorussia ancora contaminate e li facciamo ospitare da famiglie della zona”, ha continuato, mentre i Vigili del fuoco presenti sul posto dimostravano ai ragazzi il funzionamento dei propri equipaggiamenti operativi. “Alcuni bambini provengono da situazioni disagiate dovute anche alla crisi economica, quindi le problematiche che affrontiamo non riguardano solo la salute”.

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Autore dell'articolo: Settimanale Radar