Il presidio a Melzo: “Riaprite il reparto di psichiatria”. ASST: “Lavori da finire a giugno”

L’annunciato presidio fuori dall’ospedale di Melzo, organizzato dal Comitato Melegnano-Martesana in Salute per chiedere la riapertura del reparto di psichiatria, smuove un pochino l’ASST che proprio nei momenti in cui era in corso la protesta ha fatto sapere che nel mese di giugno si chiuderanno i lavori presso il reparto del “Santa Maria delle Stelle” e che nei mesi estivi ci sarà il collaudo.
Bisogna fidarsi? La storia recente del reparto dice che è meglio non prendere per buone tutte le promesse in arrivo. Dal periodo post-Covid in poi sono state tante le promesse e le belle parole sul tema ma si è arrivati a maggio del 2026 senza risolvere la situazione.

“Sarà un servizio al passo coi tempi”

“A partire dall’esercizio 2024 sono stati riavviati i lavori di ristrutturazione e ammodernamento del reparto di Melzo. I lavori si concluderanno entro la fine di giugno con il collaudo previsto entro l’estate. Per un modello operativo al passo coi tempi è stato presentato ad Ats un progetto per il quale sono in corso interlocuzioni anche con i competenti uffici regionali” ha scritto ASST in una nota diffusa a ridosso della protesta.
“Si prevede la riorganizzazione con l’apertura di un reparto di degenza di riabilitazione specialistica psichiatrica, finalizzato ad accogliere i casi in cui il quadro acuto si è risolto ma per i quali è necessario proseguire il ricovero prima di poter dimettere il cittadino al proprio domicilio ed affidarlo alla rete territoriale. È una importante rimodulazione delle attività integrate dei servizi di psichiatria che permetterà di rispondere meglio a reali bisogni della popolazione” ha detto ASST.
Dal 2024 ad oggi “la dirigenza medica è passata da 36 dipendenti agli attuali 47, la dirigenza sanitaria da 30 a 39, gli assistenti sociali da 20 a 22 e il personale della riabilitazione da 61 a 75” ha concluso l’Azienda Sanitaria territoriale.

Costretti ad andare a Vizzolo

Oggi chi deve usufruire delle cure psichiatriche è costretto a recarsi a Vizzolo Predabissi. Una situazione che più volte le famiglie e i Comitati hanno denunciato per la scomodità e per le difficoltà logistiche che comporta. Sul posto erano presenti diversi rappresentanti istituzionali, dalla sindaca gorgonzolese Ilaria Scaccabarozzi ai consiglieri regionali Onorio Rosati (AVS) e Michela Palestra (Patto Civico). “Quando il pubblico non intercetta il bisogno, il privato incassa. È così che un diritto diventa mercato. La sanità pubblica non può più reggere questo arretramento. Servono assunzioni subito e la riapertura della psichiatria a Melzo” ha commentato la CGIL.

Autore dell'articolo: Settimanale Radar