Cassina: 150 firme sulle politiche giovanili per chiedere “di più” al Comune

Si torna a parlare di politiche giovanili, un argomento che si è fatto sempre più caldo nelle ultime settimane, anche alla luce del fatto che le forze di opposizione non mancano di sottolineare come il CAG sia a rischio chiusura. Il Comune nega, pur riconoscendo la carenza di fondi, e intanto lancia finalmente il suo progetto di Social House. O almeno, pubblica il bando che ne costituirà il primo tassello. Ma non di solo CAG vivono i giovani, tant’è che, già da tempo, un gruppo di cittadini si è costituito per una petizione. In poco tempo hanno firmato 150 persone.
“Il tema della nostra petizione è il tentativo di trovare uno spazio per i nostri figli che escono la sera, che sia gratuito, gestito da adulti e lontano dalla strada, in modo che possano ritrovarsi in un posto sicuro e non nei parchetti o al Burger King, cosa che oggi purtroppo fanno”.
Parola di Andrea Parma, che, pur essendo un veterano della politica locale, partecipa a questa iniziativa solo nella sua veste di padre. “Questa nostra petizione è nata mesi fa ma non so perché nel corso dell’ultimo Consiglio comunale il sindaco l’ha associata ai problemi che ci sono stati recentemente con il CAG, dopo che era scoppiato il caso. Noi non avevamo pensato al CAG stesso perché i nostri figli non ci vanno, ma, se fosse identificato come il posto adatto, ben venga. D’altra parte, in altri comuni il CAG apre anche la sera… anche se noi abbiamo il rischio che non apra più del tutto”.

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Autore dell'articolo: Settimanale Radar