Terremoto, a Ischia c’è anche una famiglia gorgonzolese

C’è anche una famiglia di Gorgonzola a Ischia. Stanno tutti bene, si trovano ancora sull’isola e stanno aspettando di capire qual è la situazione, se restano o andare via. Lunedì sera hanno sentito anche loro la scossa di terremoto. Il sisma si è verificato il 21 agosto alle 20:57. È stato classificato con una magnitudo di 4.0. Due donne sono morte, 42 sono i feriti di cui uno molto grave. L’isola è piena di turisti: ci sono circa 250mila persone. Il terremoto ha fatto crollare molte case, soprattutto nel comune di Casamicciola, che si trova a nord dell’isola, e che già nel 1983 era stato teatro di un terremoto che fece diversi morti. Come si legge dalle cronache nazionali, tre fratellini sono stati tratti in salvo dai pompieri: erano rimasti sotto le macerie della loro casa. L’ultimo dei tre è stato tirato fuori dopo 16 ore di lavoro.
Riccardo Varisco si trova con sua moglie e il loro bambino a Forio, il comune a nord dell’isola accanto a Casamicciola. “Lunedì sera stavamo passeggiando. All’improvviso è andata via la luce e nello stesso momento abbiamo sentito la scossa. D’istinto ci siamo spostati verso il lungomare e ci siamo seduti su un muretto ad aspettare per circa un’ora. Un po’ ci siamo spaventati ma sul momento non ci è sembrata una scossa molto forte. Abbiamo visto che tutti scendevano in strada. Alcuni erano più tranquilli, dicevano che trovandoci in una zona vulcanica era normale che ogni tanto qualche scossa ci fosse, altri erano più agitati e la paragonavano già a quella del 1983”. Riccardo sta soggiornando con la sua famiglia in un edificio storico che ha tenuto bene. Racconta che non ci sono state crepe, che non è stato danneggiato. Ma da lunedì sera in paese non si parla d’altro: “Stamattina – ha raccontato martedì, quindi il giorno dopo il sisma – c’era la fila per prendere l’aliscafo per partire prima. Abbiamo sentito persone in spiaggia che dicevano che sarebbero ripartite prima del previsto per paura. Ci sarà sicuramente un problema di turismo non tanto per quelle che scappano adesso quanto per coloro che hanno prenotato per settembre e probabilmente non verranno”. Lunedì sera, dopo il terremoto, Riccardo e famiglia sono tornati in albergo. “Anche noi ci siamo spaventati. Abbiamo aspettato un bel po’ prima di risalire e abbiamo dormito con la porta aperta e con un bagaglio pronto con le cose necessarie in caso fossimo dovuti fuggire, nel caso peggiore”. Il problema è cosa fare adesso: circa 10mila persone stanno tentanto di imbarcarsi dopo la scossa perché non vogliono più restare. “Noi, qui dove siamo, non abbiamo avuto danni, nessun crollo visibile – dice Riccardo – la paura più grande è domani o dopodomani: se fosse stata una scossa di avvertimento? Se fosse la prima di uno sciame più forte?”.

Autore dell'articolo: Settimanale Radar