Giana a 0 punti, ecco cosa non va

L’anno scorso dopo le prime due giornate dell’allora Lega Pro (ora si chiama serie C, non cambia la sostanza ma ricordarsi del vecchio/nuovo nome può essere un buon esercizio per la memoria) la Giana era in vetta alla classifica ed aveva già messo ko la Viterbese ed il Siena, togliendosi pure l’enorme soddisfazione di andare a vincere al “Franchi” di Siena con gol del capitano Marco Biraghi. La tentazione di fare il confronto con quello che accadeva 12 mesi fa può essere forte, soprattutto ora che la Giana sembra in grande difficoltà, ma è importante per i gorgonzolesi non pensarci e riuscire a concentrarsi sul futuro. Per farlo vanno analizzate attentamente le tre sconfitte in altrettanti incontri ufficiali giocati quest’anno, proviamo a farlo assieme reparto per reparto elencando pregi e difetti della Giana.


Portiere e difesa, bilancio disastroso – La difesa della Giana l’anno scorso è stata protagonista di un’ottima stagione, come mai in questo inizio di stagione le cose non stanno andando per il verso giusto e il reparto sembra in grande difficoltà. Inutile incolpare Sanchez di tutti i mali della Giana, anche se contro l’Arezzo il portierato gorgonzolese non ne ha imbroccata mezza per metà del primo tempo. La reazione, dopo l’errore sul fendente da fuori di Cutolo e dopo un’uscita che ha rischiato di portare allo 0-2, è arrivata sul rigore parato a Moscardelli che poi ha rischiato di farsi parare anche il secondo penalty. Sanchez, suo malgrado, è finito nel mirino di qualche tifoso anche in occasione del 3-2 di Sabatino, ma in quel caso il problema sembra essere relativo più a tutta la difesa. Parliamo appunto del resto del reparto biancazzurro, cosa va e cosa non va? Sembra esserci poco o nulla che va per il verso giusto, anche se l’impostazione della linea a 3 è rimasta la stessa dello scorso anno e la difesa non ha perso i protagonisti della cavalcata che ha portato ai play-off. I problemi sono tanti, sia sulle azioni veloci degli avversari che sulle palle da fermo. Albè lo sa e lo ha anche detto nel post partita quindi ci lavorerà, intanto si gode il rientro di Perico dalle Universiadi, il difensore goleador può essere importante anche per la sua capacità di occupare il campo in ampiezza.

Pablo Sanchez nel momento dell’uscita disastrosa che ha quasi portato allo 0-2.

A centrocampo senza Pinardi manca fosforo  – Uno come Alex Pinardi chi ce l’ha se lo gode e chi non ce l’ha lo invidia. La Giana da ormai un anno lo apprezza per la sua qualità nel far girare la squadra con i ritmi giusti. Pinardi però non è ancora al 100% (e ci sta visto che la Giana si allena da un mese e mezzo e il playmaker bresciano non è più un giovanotto) e sabato Albè ha anche dovuto farne a meno per un piccolo problema fisico. Lo spirito da leader dell’ex Feralpi è venuto fuori anche nelle proteste che hanno portato alla sua espulsione dalla panchina alla fine del primo tempo. Al suo posto ha giocato Pinto, grande gladiatore della mediana, che però ha sicuramente delle caratteristiche diverse che sono venute a galla durante la partita. Pinto corre molto di più, ma ragiona meno e questo alla lunga può pesare. Il numero 7 è comunque stato apprezzato dal pubblico, peraltro l’intesa con Marotta c’è da anni ma la sensazione è che senza Pinardi a controllare i ritmi la squadra non giri bene e sia sempre appesa alla capacità dei singoli di aumentare ritmo e qualità delle giocate. Più avanti ha giocato Greselin, decisamente più leggero e meno incisivo di Chiarello che è entrato solo nel finale.
Esterni, il reparto più in crisi  – Il vero tasto dolente sembra essere quello relativo agli esterni, fondamentali per una squadra che gioca con la difesa a 3 e che ai suoi due esterni chiede un lavoro che può diventare sfiancante tra difesa ed attacco. La linea a 3 dietro diventa a 5 quando i due esterni si abbassano per poi lasciare soli i 3 centrali e giocare altissimi in fase offensiva quasi all’altezza delle due punte. Un errore Albè lo ha fatto sicuramente partendo con Iovine sacrificato a sinistra ed inserendo Sosio a destra. Nella ripresa la situazione è migliorata dopo l’ingresso di Foglio che ha permesso a Iovine di tornare a destra, peraltro l’ex Carrarese si è anche guadagnato il rigore che ha riaperto il match. C’è da lavorare comunque, lo scorso anno l’accoppiata Iovine-Augello ha dato un contributo concreto anche in termini di assist e giocate offensive, Foglio probabilmente non può sostituire l’esterno passato allo Spezia per alcune caratteristiche differenti, ma è sicuramente esperto e saprà dare il suo contributo.

Foglio conquista il rigore che porta al primo gol di Bruno.

Bruno bene, Bardelloni da rivedere  – Il bomber più importante, ovvero Sasà Bruno, è già in forma e per una Giana che nelle prossime settimane avrà una grande necessità di punti questa è una grandissima notizia. Bruno ha realizzato una doppietta che, con più attenzione nel finale, sarebbe valsa alla Giana il primo punto in stagione. Il numero 9 è una certezza, diverso il discorso per i suoi compagni di reparto. Manca Gullit, la spalla designata di Bruno, e il palcoscenico se lo sono presi Perna e Bardelloni. Ai due non manca la voglia di fare e Perna è già riuscito a segnare alla prima di campionato, mentre Bardelloni è da rivedere in situazioni migliori. Insomma, serve qualcuno che cominci a metterla dentro con costanza per non lasciare il compito al solo Bruno, ma è un discorso che col rientro di Chiarello coinvolgerà anche la trequarti.
Albè, niente ansia ma voglia di fare punti – Cesare Albè è tranquillo ma settimana prossima vorrà tornare da Pontedera con i primi punti per non far diventare fastidiosa la situazione. Neanche nel 2014, al primo anno in Lega Pro, la sua Giana era partita così male in campionato. Sono esclusi cambiamenti radicali e dovrebbe vedersi ancora il 3-4-1-2 che ha fatto le fortune dei gorgonzolesi.

 

 

Sul numero in edicola giovedì la cronaca della partita con le dichiarazioni di Albè. Un approfondimento anche su Prima e Seconda categoria vicine al fischio d’inizio.

Autore dell'articolo: Settimanale Radar