Le scuole fanno i conti con i genitori no vax

La partita sui vaccini non sarà facile. Settimana prossima cominciano le scuole e i dirigenti scolastici avranno a che fare con una questione spinosa, su cui stanno litigando anche i politici del Paese. Ecco cosa prevede la legge nazionale. Prima distinzione: vaccinati e non vaccinati. Per i bambini che sono già stati vaccinati, i genitori dovranno consegnare alla scuola entro il 10 settembre il certificato dell’avvenuta vaccinazione, il libretto delle vaccinazioni, oppure una autocertificazione con la quale il genitore dice alla scuola che ha già provveduto ad effettuarla. Nel caso consegnino appunto la autocertificazione, avranno tempo fino al 10 marzo 2018 per portare il certificato o il libretto dei vaccini ufficiale. Per i bambini non ancora vaccinati funzionerà così: con una circolare congiunta, il ministro della Salute Beatrice Lorenzin e il ministro dell’Istruzione Valeria Fedeli hanno deciso che i genitori dovranno portare a scuola entro il 10 settembre la formale richiesta di vaccinazione. Oppure, si potrà anche portare una autocertificazione con la quale il genitore attesta che ha richiesto alla Asl di effettuare le vaccinazioni. Il 10 marzo dovrà consegnare il certificato che dimostra che effettivamente la vaccinazione è stata fatta. In caso il bambino sia esonerato per motivi di salute, si dovrà portare il certificato medico che lo attesta. Inizialmente, Regione Lombardia aveva  concesso una proroga di 40 giorni per mettersi in regola con la nuova normativa nazionale. Poi ha fatto marcia indietro: l’assessore Giulio Gallera è stato costretto a fare un passo indietro anche in seguito all’intervento del governatore Roberto Maroni, preoccupato di creare troppa confusione tra i genitori. I genitori dovranno dunque consegnare i documenti sullo stato vaccinale dei figli o la richiesta di prenotazione della vaccinazione entro il 10 settembre, come previsto dalla legge nazionale.

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Autore dell'articolo: Settimanale Radar